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D.M. 18/09/2001 n. 468- Principali caratteristiche ambientali. In corso di acquisizione. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica: Il valore globale pari a 345 mld è costituito dalla somma degli interventi di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica e ripristino ambientale, stimata dal sindaco di Napoli - commissario delegato per l'emergenza. - Piani di caratterizzazione. - Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. In fase di elaborazione. In merito alla destinazione dell'area una volta bonificata, il commissario ha trasmesso un documento nel quale viene evidenziato quanto segue. La variante urbanistica prevede la costituzione di un insediamento universitario nel complesso Cirio, la realizzazione di un approdo per imbarcazioni da diporto nello specchio antistante l'industria Corradini, la ristrutturazione della centrale elettrica Enel di Vigliena, la realizzazione di una struttura per lo spettacolo ed il tempo libero, la riconfigurazione della spiaggia, dove possibile, con il ripascimento di tutto il tratto di litorale non impegnato dall'approdo. Gela Comune - Località. Gela. - Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di aree industriali ed area marina antistante, bonifica di aree umide e di corpi idrici superficiali, bonifica di discariche. - Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: un polo industriale di rilevanti dimensioni, costituito da grandi insediamenti produttivi, prevalentemente raffinerie e stabilimenti petrolchimici. Le produzioni in essi attuate sono: prodotti chimici di base quali etilene, acrilonitrile, glicoli etc, polimeri, raffinazione di petrolio greggio, fertilizzanti, acido fosforico e solforico; centri di stoccaggio oli e relative pipeline; discarica di rifiuti industriali; area marina compresa tra la foce del torrente Gattano e quella del torrente Acate o Dirillo; area umida (Biviere); tratti terminali del fiume Gela e dei torrenti Gattano ed Acate o Dirillo. In particolare all'interno dell'area industriale vengono effettuate le seguenti produzioni: Area Polimeri Europa: produzione di polietilene; oltre all'etilene vengono impiegati principalmente perossidi, eptano, shell sol (taglio idrocarburico C12 - isododecano), ammide oleica e propionato di ottodecile; Area Isaf in liquidazione (impianti inattivi): produzione di zolfo fuso, acido solforico e acido fosforico; le sostanze coinvolte nel processo produttivo sono l'ammoniaca, il pentossido di vanadio, le fosforiti e l'acido fluorosilicico. Area Agricoltura in liquidazione (impianto inattivo): produzione ammoniaca e concimi complessi; sono stati impiegati inoltre acido fosforico, ammoniaca, sali di potassio, solfato ammonico, urea e sostanze organiche quali coiattolo e sanse di olive; Area Agip Petroli presente in sito con impianti di raffinazione; Area Eni - Divisione Agip: estrazione greggio; Area EniChem: produzione di etilene, propilene, mix C4, fok e fuel gas, benzina pirolitica e idrogeno (sostanze coinvolte sono BTX, virgin nafta, olii lubrificanti, olio fok e quench oil), ossido di etilene (sostanze coinvoite sono ammine, alcoli superiori, etossilati, acido acetico), acrilonitrile da propilene, ammoniaca, acetonitrile e solfato ammonico (prodotti secondari sono acido cianidrico, acroleina, acetone e cianidrine), idrato sodico. L'area privata ha un'estensione complessiva di circa 470 ettari. L'area perimetrata è compresa nel territorio del comune di Gela (provincia di Caltanissetta), dichiarato "Area di elevato rischio di crisi ambientale" nel novembre 1990. Con Decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1995 è stato approvato il "Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Caltanissetta - Sicilia Orientale". L'analisi ambientale contenuta nel citato "Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Caltanissetta - Sicilia Orientale" già evidenziava, in relazione allo stato dei suoli, la presenza di siti potenzialmente contaminati, uno interno allo stabilimento ENICHEM, uno costituito dalla discarica autorizzata nell'area industriale di Gela. L'intera area è inoltre interessata da un vasto e generalizzato fenomeno di abbandono di rifiuti di varia natura; sono stati censiti 47 luoghi di abbandono abituale di rifiuti. Sono inoltre presenti aree adibite all'estrazione non regolamentata di inerti, che finiscono spesso per divenire zone di deposito incontrollato di rifiuti e di progressivo dissesto idrogeologico localizzato. Per quanto concerne le acque sotterranee, non possono essere esclusi fenomeni di inquinamento localizzato derivante da dispersione di liquami civili, da pratiche agricole e da spargimento di liquami zootecnici. - Principali caratteristiche ambientali. L'area in oggetto è costituita da depositi continentali (alluvioni fluvio-lacustri in prevalenza argillose e limose, con lenti di sabbie e ghiaie), che si alternano, soprattutto lungo la fascia costiera, a depositi marini di litorale in gran parte sabbiosi. Da un punto di vista morfologico il motivo dominante è rappresentato da una vasta zona pianeggiante in cui sono presenti gli insediamenti industriali e alcune zone seminative ed aree incolte con l'affioramento di litotipi a bassa permeabilità, in cui è possibile l'accumulo di acque superficiali che possono dar luogo a vere e proprie paludi; sono presenti inoltre alcuni rilievi collinari di altezza limitata e la fascia dunare costiera che si estende fino a 800 m dalla linea di spiaggia. In generale, le zone pianeggianti sono costituite da alluvioni attuali e recenti, di cui i depositi più antichi sono ricollegabili alla rete idrografica dei paleoalvei fluviali oppure a vecchi fondi lacustri. La fascia di transizione tra la zona di pianura ed i rilievi della zona est dell'insediamento industriale è costituita da alluvioni terrazzate. I rilievi collinari ad est comprendono sabbie gialle, con conglomerati e calcari sabbiosi, passanti verso il basso ad argille sabbiose. La fascia dunare è costituita essenzialmente da sabbie sciolte. La successione stratigrafica sottostante l'area dello stabilimento è costituita, dall'alto verso il basso, da: strato esiguo di materiale di riporto; alternanza di depositi sabbiosi ed argillosi fino a 15/20 metri dal p.c.; tale orizzonte corrisponde all'unica formazione acquifera rinvenibile nel sottosuolo dell'area; formazione a bassa permeabilità, che funge da basamento impermeabile dell'acquifero sovrastante. Pertanto da un punto di vista idrogeologico l'area dello stabilimento è interessata dalla presenza di un'unica falda contenuta in un orizzonte in prevalenza sabbioso. La falda è sostenuta alla base da una formazione essenzialmente argillosa. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia d'inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 93 miliardi. - Piani di caratterizzazione. È stato presentato, dai soggetti titolari dell'intervento, il progetto di caratterizzazione delle aree industriali. In particolare il progetto prevede che vengano effettuate le seguenti indagini: caratterizzazione terreni (su maglia 100<$>\times <$>100), mediante analisi chimiche sull'aliquota a granulometria inferiore a 2 mm; caratterizzazione acque superficiali; caratterizzazione acque sotterranee (un piezometro ogni dieci stazioni di campionamento dei suoli, in fori di sondaggio che raggiungono il basamento impermeabile della falda freatica); caratterizzazione sedimenti marini in corrispondenza delle piattaforme offshore; In data 13 novembre 2000 sono stati approvati i piani di caratterizzazione delle Aziende Agip Petroli, Agricoltura S.p.a., Enichem, Polimeri Europa, Isaf, Eni-Div. Agip. - Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. I soggetti privati titolari dell'intervento hanno presentato un'ipotesi progettuale di "Potenziamento del sistema di contenimento dell'acquifero sottostante la raffineria di Gela", proponendo l'adeguamento dell'esistente diaframma plastico, realizzato tra lo stabilimento e la costa all'inizio degli anni 80 al fine di intercettare le acque di falda inquinate. Il progetto definitivo prenderà in considerazione l'ipotesi di estendere la barriera impermeabile parallela alla linea di costa a tutto il fronte dello stabilimento. Sarà inoltre previsto un emungimento dell'acqua di falda a monte della barriera impermeabile. Sarà valorizzato al massimo il riutilizzo all'interno dello stabilimento dell'acqua emunta al fine di limitare le quantità scaricate, che comunque rispetteranno rigorosamente i limiti tabellari previsti dalla normativa vigente. Comune - Località. Priolo, Melilli, Augusta e Siracusa. Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di aree industriali ed area marina antistante, bonifica area umida, bonifica discariche. - Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente sono presenti: 1) un polo industriale di rilevanti dimensioni, costituito da grandi insediamenti produttivi, prevalentemente raffinerie, stabilimenti petrolchimici e cementerie. Le produzioni in essi attuate sono: prodotti chimici di base; raffinazione di petrolio greggio; ossido di magnesio, cemento. 2) area marina antistante comprensiva delle aree portuali di Siracusa ed Augusta; 3) discariche di rifiuti pericolosi; 4) stabilimento Eternit di Siracusa; 5) area umida (Salina). L'area perimetrata è ubicata all'interno dei territori dei comuni di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino siti (provincia di Siracusa), dichiarati "Area di elevato rischio di crisi ambientale" nel novembre 1990. Con Decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1995 è stato approvato il "Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Siracusa - Sicilia Orientale". - Principali caratteristiche ambientali. L'area si estende tra le strutture dei monti Iblei ad ovest ed il Mare Ionio ad est. I terreni affioranti presentano una permeabilità piuttosto elevata, che rendono la falda freatica in essi ubicata molto vulnerabile. L'analisi ambientale riportata nel citato "Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia di Siracusa -Sicilia Orientale" già evidenziava, per quanto attiene lo stato dei suoli, la presenza di 22 siti interessati da deposito incontrollato di rifiuti. Risultano inoltre presenti tre discariche autorizzate di rifiuti all'interno dei siti industriali e cinque siti potenzialmente contaminati. Sono inoltre presenti aree adibite all'estrazione non regolamentata di inerti che finiscono spesso per divenire zone di deposito incontrollato di rifiuti e di progressivo dissesto idrogeologico localizzato. Per quanto concerne le acque sotterranee, secondo quanto riportato nel piano, si evidenzia un elevato tenore di cloruri, soprattutto nelle aree costiere, riconducibile ad intrusione del cuneo salino conseguente all'abbassamento della falda provocato dall'eccesso di prelievo per scopi industriali ed irrigui. La permeabilità dei terreni superficiali favorisce inoltre fenomeni di inquinamento localizzato della falda soprattutto in corrispondenza delle aree abitate, dei terreni agricoli sottoposti a fertilizzazione e trattamento con pesticidi, degli allevamenti zootecnici. I corpi idrici superficiali presentano fenomeni di inquinamento di natura organica ed in corrispondenza della foce, dove sono insediati gli stabilimenti industriali, anche di inquinamento da parte di sostanze chimiche. I principali fenomeni di inquinamento dell'ambiente marino si riscontrano nella rada di Augusta, nel contiguo seno di Priolo e nell'area portuale di Siracusa. Nella rada i principali fenomeni di degrado sono l'inquinamento da petrolio, l'inquinamento termico e l'eutrofizzazione. Si evidenzia inoltre una contaminazione dei sedimenti da metalli pesanti e da idrocarburi. L'area di Siracusa risulta invece caratterizzata da una diffusa condizione di eutrofizzazione riconducibile a recapito di scarichi civili scarsamente o per nulla depurati oltre che da scarichi incontrollati di materiali a base di amianto provenienti dallo stabilimento ex Eternit. Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 100 miliardi. Piani di caratterizzazione. È stato presentato dai soggetti titolari dell'intervento il progetto di caratterizzazione delle aree industriali, in particolare il progetto prevede che vengano effettuate le seguenti indagini: caratterizzazione terreni (su maglia 100<$>\times <$>100), mediante analisi chimiche sull'aliquota a granulometria inferiore a 2 mm; caratterizzazione acque superficiali; caratterizzazione acque sotterranee (un piezometro ogni dieci stazioni di campionamento dei suoli, in fori di sondaggio che raggiungono il basamento impermeabile della falda freatica). In data 13 novembre 2000 sono stati approvati i piani di caratterizzazione delle aziende Agip Petroli, Erg Petroli, Isab Energy, Esso, IAS, Somicem, Condea.
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